Le competenze linguistiche: cosa sono e come indicarle nel CV

Le competenze linguistiche sono delle skills molto richieste dai datori di lavoro e inserirle all’interno del proprio Curriculum vitae infatti è molto importante. Uno dei motivi per cui sono considerate come fondamentali dai recruiters è che possono aiutare a relazionarsi anche con clienti stranieri e quindi possono rendere la comunicazione più efficiente, ma anche più persuasiva. Le motivazioni per cui sono importanti però non si fermano qui e sono diverse. Oltre a questo, è opportuno anche imparare a indicare nel modo giusto queste competenze, all’interno del curriculum vitae. Non si tratta solo di capire dove scriverle nel documento in questione, ma anche come deve essere la giusta dicitura per indicare il livello di conoscenza di una o più lingue. Di seguito una spiegazione completa a riguardo, in grado di aiutare ad ampliare il curriculum vitae aggiungendo nel modo corretto anche le competenze linguistiche.


Le competenze linguistiche: di che cosa si tratta esattamente

Quando si usa l’espressione “competenze linguistiche” è per indicare il livello di conoscenza di determinate lingue straniere, per far capire agli altri, e in particolare ai datori di lavoro, che si è preparati anche in questo. Si può trattare quindi dell’inglese, ma anche dello spagnolo, del francese, dell’italiano e così via. Più conoscenze linguistiche si avranno e più le possibilità di stupire il recruiter saranno elevate.
Ci sono infatti diversi ambiti lavorativi in cui la conoscenza delle lingue straniere è un requisito fondamentale per essere considerati nelle selezioni e passarle. Se infatti ad esempio si inoltrasse una candidatura per lavorare all’interno di un ristorante nel pieno centro di una città metropolitana come Roma, conoscere le lingue permetterebbe di saper interagire con i clienti in modo immediato. Se queste skills non fossero presenti nel curriculum vitae del candidato, potrebbero anche far sì che il datore di lavoro scarti la sua candidatura. Questo è solo un esempio, anche perché ci sono tantissime attività lavorative in cui si richiede la conoscenza delle lingue.
Si pensi infatti all’ambito della comunicazione internazionale, ma anche all’interno di negozi, centri commerciali, persino assistenza ai clienti, in alcuni casi anche cliniche, ma soprattutto è fondamentale per addetti alla receptionist, per chi lavora nel turismo, per i traduttori e per tutti coloro che possono aver a che fare con una clientela straniera. Come accennato però, è anche opportuno imparare a indicare le competenze linguistiche all’interno del proprio curriculum vitae.

Come indicare le conoscenze linguistiche all’interno del curriculum vitae

Inserire nel modo corretto le competenze linguistiche nel proprio curriculum vitae è molto importante, anche perché anche il fatto di saperle scrivere bene, può aiutare a scalare la selezione.
Prima di tutto, nel cv esiste un’apposita sezione per metterle, indicata all’interno del curriculum con formato europeo e si intitola “capacità e competenze personali”. Tuttavia, se costituiscono un elemento di fondamentale importanza e si desidera mostrarle il prima possibile a chi legge il cv, allora possono anche essere inserite subito dopo i titoli di studio.
Questo però non è tutto, anche perché sarebbe opportuno seguire queste regole per indicare in modo corretto queste skills:

  • inserire le lingue in base al grado di conoscenza che si possiede
  • indicare che si è in possesso di certificati solo se sono stati rilasciati da enti ufficiali
  • se non si hanno conoscenze, non inserire nulla
  • indicare solo informazioni reali
  • per ogni lingua inserire sia il grado di conoscenza dello scritto, sia del parlato

Queste sono le regole considerate le “basi” per inserire nel modo giusto le skills linguistiche nel curriculum vitae. La prima viene spesso evitata e invece è un buon modo per far saltare subito agli occhi del lettore la conoscenza della lingua che si parla meglio.
Attenzione poi al discorso dei certificati, le cui indicazioni dovrebbero essere inserite solo se questi documenti sono realmente stati rilasciati da enti ufficiali.
Per ogni lingua poi si dovrebbe specificare anche il grado di conoscenza, che può essere madrelingua, ottimo, buono, discreto, sufficiente o nessuno. In questo ultimo caso sarebbe davvero inutile mettere una voce, come ad esempio “inglese scritto conoscenza nessuna”. Piuttosto, meglio non inserire alcuna informazione del genere e quindi meglio omettere proprio la voce.
In più meglio suddividere tra grado scritto e grado parlato e tra l’altro si devono indicare i livelli di conoscenza posseduti, che è meglio approfondire.

I livelli relativi alle certificazioni UE

Esiste il cosiddetto “Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue” indicato anche con la sigla “QCER” oppure “CEFR” e si tratta di un modo per indicare i diversi livelli di conoscenza delle lingue che si possiedono. Il quadro in questione è stato ideato dall’Unione europea e permette di avere un’indicazione oggettiva dell’effettiva comprensione di una determinata lingua. Per indicare con precisione i vari livelli, eccoli di seguito:

  • livello A1- corrisponde al livello base, principiante, in cui si conoscono davvero pochissimi vocabili e giusto qualche regola grammaticale base
  • livello A2- corrisponde a un livello elementare, in cui i vocaboli conosciuti sono un po’ di più e il livello di grammatica è un po’ più intenso, ma sempre elementare
  • livello B1- è il livello precedente a quello intermedio, quindi già si conoscono più nozioni di grammatica e il livello di scrittura e di conversazione è sempre semplice, ma più ricco rispetto agli altri due livelli
  • livello B2- è il livello intermedio e si ha una buona conoscenza della grammatica, si conoscono le regole fondamentali di essa, si sa costruire una conversazione, anche se non si riesce a comprendere proprio qualsiasi tipo di vocabolo o di testo scritto, sebbene se ne sappia formulare uno abbastanza completo.
  • livello C1-è il livello post intermedio in cui ormai si è padroni della grammatica e si comprende quasi ogni tipo di conversazione orale e di testo scritto, si ha un’ottima conoscenza dei vocaboli
  • livello C2- il livello è avanzato e lo è a tal punto che si conosce la lingua straniera come la madrelingua

Oltre a questi livelli, che è opportuno specificare nel curriculum vitae, per dare un’idea della conoscenza che si possiede, è bene anche indicare quali sono gli errori da evitare quando si vogliono specificare nel cv le competenze linguistiche.

Quali sono gli errori da evitare

Gli errori da evitare sono principalmente due e il primo è ritenere di conoscere una lingua quando in realtà non è così, oppure anche ritenere di avere un certo livello, quando in realtà le conoscenze linguistiche che si hanno sono minori.
Altro errore poi da evitare è quello di dichiarare il falso, per diversi motivi. Prima di tutto non è corretto e nemmeno legale indicare falsità nel cv e tra l’altro si rischia di fare brutte figure nel caso si venisse messi alla prova dal proprio datore di lavoro, per testare le skills dichiarate. Proprio perché le conoscenze delle lingue straniere sono importanti per la selezione, meglio dichiarare nel curriculum vitae solo quelle che si conoscono realmente, così come anche le altre abilità che si possiedono.
Si possono aggiungere a tutto questo poi anche le motivazioni per cui conoscere le lingue e indicarle nel cv sia così importante.

Perché è così importante indicare le conoscenze linguistiche nel curriculum vitae

È così importante indicare le conoscenze linguistiche nel curriculum vitae prima di tutto perché queste possono aiutare a comunicare in modo chiaro con i clienti stranieri, come accennato.
Oltre a questo però, conoscere le lingue e dichiararlo nel cv può fare anche una buona impressione perché può far capire che si hanno delle skills in più e che si ha anche voglia di imparare a comunicare con persone di culture diverse.
Sicuramente si tratta di skills che appunto, come accennato, fanno emergere durante la selezione. Anche lo stesso livello di conoscenza può aiutare a superare alcuni candidati.
Tra l’altro inserirle nel cv è importante anche perché può aiutare a ottenere incarichi di livello internazionale. Soprattutto se poi si possiedono competenze in lingue poco conosciute, come ad esempio il giapponese oppure anche il cinese, allora si avranno ancora più possibilità di stupire. Come si è visto, inserire la conoscenza di lingue nel cv è importantissimo, per tutti questi motivi ed è ancora più importante saperla indicare nel modo corretto.

Scritto da
Giada Fiordaliso.