La lettera di referenze – che cos’è e cosa va scritto

La Lettera di referenze è una lettera, appunto, scritta dall’ex datore di lavoro che diventa quindi il referente. Egli dimostra, tramite questo documento scritto, di essersi trovato molto bene con quel determinato lavoratore e quindi certifica che si tratti di una persona affidabile, dotata di esperienza, facendone così una sorta di lode, di descrizione sicuramente positiva, con cui il candidato potrà poi avere un vantaggio nelle successive selezioni che affronterà.
È possibile infatti inviare la lettera in questione direttamente insieme al proprio curriculum vitae e c’è addirittura chi la inserisce proprio all’interno del file del curriculum. In realtà l’ideale sarebbe inserirla come allegato differente, nella mail che si inoltrerà per candidarsi a un nuovo annuncio di lavoro. In alternativa però, se si vuole inserire la lettera nel cv, sarà meglio realizzare una sezione apposita. Di seguito una guida utile per capire di che cosa si tratti esattamente, quali sono le caratteristiche della lettera di referenze, ma soprattutto come deve essere scritta.


La lettera di referenze: di che cosa si tratta esattamente

La lettera di referenze non viene scritta dal candidato, ma direttamente dal suo ex datore di lavoro. Si tratta infatti di una lettera dove quest’ultimo certifica le abilità che il candidato presenta, ma non solo. Dimostra anche che nel tempo in cui ha lavorato per la sua azienda, ha riscontrato delle doti positive e ha mostrato grandi capacità.

Assistenza anziani nelle RSA - il Lavoro dell’Operatore socio sanitario

Il lavoro dell’operatore socio sanitario viene indicato comunemente con la sigla “OSS” e si tratta di una figura professionale che si occupa di svolgere assistenza anziani. La sigla però si può anche riferire a pazienti malati o disabili, anche se quando si parla di RSA, si indicano le strutture al cui interno sono presenti solo ed esclusivamente persone anziane.
Il ruolo di questi operatori riguarda soprattutto il supporto infermieristico per cercare di garantire ai pazienti il massimo livello di benessere sociale, ma anche psicofisico. Un OSS può lavorare sia in strutture di tipo sanitario, quindi ospedaliere o anche appunto RSA, quindi sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Oltre a questi luoghi, può lavorare anche in case di cura e residenze per anziani.
I compiti dell’operatore in questione però non si esauriscono con quelli indicati, ed è per questo che di seguito è presente una guida che indica in maniera precisa quali siano le sue mansioni, ma anche i requisiti da indicare nel proprio curriculum vitae per potersi candidare per la posizione in questione. A queste si aggiungono anche indicazioni relative al percorso formativo da seguire, nonché lo stipendio medio di questa figura professionale.

Come prepararsi a un colloquio di lavoro

Per prepararsi a un colloquio di lavoro occorre tenere in considerazione alcune regole importanti, in modo che non solo la propria preparazione sarà di livello ottimale, ma si riuscirà anche ad affrontare questo importante step al meglio.
Chiamato anche “meeting” o semplicemente “colloquio conoscitivo”, nel momento in cui si viene contattati per questo confronto significa che il proprio curriculum vitae è stato accuratamente letto dal selezionatore o dal datore di lavoro. Questi ultimi sono quindi interessati ad approfondire la selezione con quel determinato candidato, che ormai è stato inserito in una sorta di lista dei possibili futuri individui che saranno assunti.
Al fine di prepararsi al meglio per fare una magnifica figura, non solo si dovrà provare a fare un discorso riguardante la propria presentazione, ma soprattutto si dovrà anche prestare attenzione al controllo delle proprie emozioni, alle frasi giuste da dire nel momento in cui si sarà davanti al recruiter, e a come porsi.

Il lavoro del logopedista - cos'è, come diventarlo, stipendio

Il lavoro del logopedista è molto particolare, perché sebbene sia considerato da molti come un ruolo semplice da ricoprire, in realtà necessita di una preparazione complessa e lunga. In più si suddivide in diversi compiti, non in uno soltanto. Si tratta infatti di una figura professionale che si occupa di sviluppare, soprattutto negli individui di fascia d’età compresa tra i 4 e i 10 anni, le capacità comunicative e le abilità di linguaggio.
Oltre a questo però i logopedisti si occupano anche di tutti i disturbi cognitivi collegati al modo di comunicare e tra l’altro cercano anche di prevenire che si formino problematiche ad essi connesse. Sebbene lavorino soprattutto con i bambini, il loro compito non deve essere confuso con quello svolto dagli insegnanti, anche perché non si tratta di educatori o simili. Piuttosto, il percorso di rieducazione che devono far svolgere al paziente riguarda esclusivamente il modo di pronunciare le parole correttamente, nonché il giusto modo di esprimersi e quindi di comunicare. Oltre a queste mansioni però ne sono presenti anche altre e in più, prima di diventare un logopedista, occorre anche formarsi in modo adeguato. Per questo, di seguito saranno indicati anche tutti i requisiti utili da poter inserire nel proprio Curriculum vitae, per potersi candidare agli annunci di lavoro riguardanti questa figura.

Educatore per l’infanzia: cos’è, come diventarlo, salario, requisiti

Con l’espressione “educatore per l’infanzia” o anche “educatrice per l’infanzia” si indica una figura professionale che lavora con i bambini e si occupa, come suggerisce la denominazione, della loro educazione. Precisamente la fascia di età di bimbi con cui tale esperto lavora è quella che va dai 0 ai 6 anni e si deve occupare anche della loro assistenza, nonché della loro cura. Tali indicazioni però non bastano per descrivere al meglio tutti i dettagli che riguardano la figura professionale in questione, i requisiti e la formazione che si deve seguire per diventarlo, nonché anche indicazioni sul salario medio.
Di seguito una guida che fornisce gli elementi utili a riguardo.

Come annunciare le proprie dimissioni

Per capire come annunciare le proprie dimissioni prima di tutto occorre fare delle considerazioni importanti. La prima tra queste è che non serve certamente fare delle sfuriate oppure crearsi dei nemici. Meglio tenere a mente infatti che potrebbe essere necessario contattare colui o colei che sarà ormai “l’ex capo”, magari per dei vecchi documenti o per delle dichiarazioni.

In più sempre meglio essere cortesi, gentili e soprattutto andare via con classe. Di seguito una serie di consigli utili per dare le dimissioni nel modo giusto e anche per scrivere la lettera correttamente.

Come annunciare le proprie dimissioni: ecco alcuni consigli utili a riguardo

Per capire come annunciare le proprie dimissioni nel modo corretto, prima di tutto è opportuno seguire alcuni consigli. L’ideale è ricordare di farlo sempre con eleganza, senza passare dalla parte della ragione a quella del torto, con il rischio che poi si lascino indietro dei nemici.
La prima considerazione riguarda la scelta del momento più opportuno per dare le dimissioni. L’ideale infatti sarebbe evitare di mostrarsi esausti o di arrivare al massimo livello di stanchezza. Piuttosto, quando si avverte che le cose non vanno bene o che non si è soddisfatti di quella determinata azienda o dell’ambiente, se proprio il problema non si può risolvere, allora meglio agire subito.

Rappresentante farmaceutico: cosa fa, come diventarlo, guadagno

Il rappresentante farmaceutico viene ormai comunemente indicato anche con l’espressione “informatore scientifico del farmaco”, da cui la sigla “ISF”, e con altre denominazioni. Tra queste, vi sono anche “informatore medico” oppure “informatore medico scientifico”.
Il ruolo che ricopre consiste nell’informare la categoria medica riguardo determinati farmaci. Precisamente, egli ne illustra le varie componenti, le caratteristiche, l’azione, i vantaggi e anche i possibili effetti collaterali. Il rappresentante non solo dovrà quindi conoscere questi elementi nei minimi dettagli, ma dovrà anche possedere una formazione adeguata e soprattutto molto elevata. Si tratta infatti di una professione che richiede una certa responsabilità.

I compiti collegati a questa figura però non terminano con quelli indicati e di seguito è presente una spiegazione dettagliata riguardante la definizione precisa del rappresentante farmaceutico, i suoi compiti, come diventarlo, qual è il suo salario.

Rappresentante farmaceutico: di che cosa si tratta esattamente

Il rappresentante farmaceutico possiede un importantissimo ruolo nel settore farmaceutico, in quanto è un vero e proprio informatore scientifico, altro modo che infatti viene utilizzato per indicare tale figura professionale. Come tale, deve informare i suoi potenziali clienti riguardo le caratteristiche dei nuovi farmaci, le loro potenzialità, ma anche controindicazioni e tutti gli aspetti che li riguardano.