Tassa di successione: cos’è e quanto si paga - Metodi per evitarla

Al momento non ci sono aggiornamenti su una possibile riforma della tassa di successione. Ecco come funziona, quanto costa ed eventuali metodi per evitarla.

La tassa di successione è introdotta in Italia nel 1991, con aliquote che vanno dal 3% al 33%. Nel 2000 l’Esecutivo Amato diminuisce l’entità dell’imposta, eliminando la franchigia unica complessiva e introducendo franchigie di 350 milioni di lire, e abbassando le aliquote al range attuale del 4-8%, senza nessuna più progressività. Dopo questa prima sforbiciata, l’imposta viene eliminata totalmente dal Governo Berlusconi nel 2001. Ma nel 2006 Prodi la reintroduce sulla falsariga di quella in vigore prima dell’abolizione e che prevedeva aliquote basse e franchigie individuali elevate.


 

Ma come funziona? 

L’imposta sulla successione si adopera per tutte le eredità e donazione tra vivi, con aliquote e franchigie diverse in base al grado di parentela che intercorre tra chi riceve e chi dona. Andiamo, dunque, nello specifico:

Hard skills: cosa sono

Si indicano con “hard skills” tutte quelle competenze tecniche che possono essere indicate nel proprio curriculum vitae e che comprendono diverse conoscenze acquisite sia nel corso del proprio percorso d’istruzione, sia durante quello lavorativo.
Si tratta di conoscenze linguistiche, ma anche informatiche, oppure di specializzazioni o capacità pratiche che si riferiscono ad un particolare settore, come ad esempio il saper fare contabilità o no, oppure saper usare determinati programmi o meno, e così via. La lista di queste abilità è lunga e la loro importanza deriva dal fatto che nel momento in cui si svolge un colloquio di lavoro, chi si occupa della selezione valuterà con attenzione proprio queste conoscenze, oltre alle soft skills.
Più skills tecniche si hanno, tra tutte quelle richieste dal datore di lavoro, e più sarà alta la probabilità di passare la selezione.

Hard skills: di che cosa si tratta esattamente

Con l’espressione “hard skill” si indicano tutte quelle conoscenze chiamate anche “tecniche”, in quanto si apprendono tramite percorsi formativi, corsi di perfezionamento, tirocini, stage, ma anche istruzione scolastica. 

Si tratta quindi di un ampio ramo di abilità che include tutte quelle competenze che possono essere definite “tangibili”, cioè che possono essere dimostrate durante il periodo di prova o durante un vero e proprio test al quale si viene sottoposti, che può essere scritto o un colloquio orale.

Soft skills: cosa sono

La denominazione “Soft skills” si riferisce a competenze particolari da inserire nel proprio curriculum vitae. La loro importanza è a tal punto elevata, che qualora non venissero indicate nel proprio cv, quest’ultimo potrebbe addirittura essere considerato dai datori di lavoro e dalle aziende come “mancante” di requisiti fondamentali per approcciarsi a quella determinata esperienza lavorativa. In alternativa, potrebbe anche essere visto come “mal fatto”.


Le abilità in questione possono essere tradotte con l’espressione “competenze trasversali” e non riguardano minimamente quelle tecniche o anche professionali, né quelle acquisite tramite il proprio percorso di istruzione. Piuttosto, si tratta di tutti quei fattori che fanno parte del settore relazionale e si riferiscono al modo in cui si ottengono i risultati, alla capacità di far fronte allo stress, ma non solo. Di seguito una guida completa per individuare queste skills particolari e inserirle nel curriculum.


Cos’è il Brainstorming - Significato ed esempi

Con il termine “brainstorming” si indica un metodo particolare che serve per tirare fuori delle idee. Per utilizzarlo occorre essere in gruppo, in modo che ognuno esprima le sue opinioni, intuizioni e creazioni senza filtri, come se dovesse indicare le prime cose che gli vengono in mente.

Tutte queste idee verranno analizzate successivamente, trasformate, selezionate, così da trovare la soluzione giusta ad un determinato problema oppure quella più attinente ad un certo progetto. 

Di seguito una guida completa utile per dare una definizione corretta di questo metodo che veniva applicato addirittura fin dal Medioevo e che oggi è molto diffuso. In più sarà dedicata buona parte dell’articolo alla spiegazione dello svolgimento del cosiddetto “assalto mentale”, traduzione della parola inglese, e all’indicazione delle sue varianti.

Brainstorming


Il brainstorming: di che cosa si tratta esattamente

Il brainstorming, tradotto anche con l’espressione “raccolta delle idee” serve proprio per far tirare fuori, ad un gruppo di persone che si riuniscono, determinate intuizioni e creazioni. Lo scopo è quello di risolvere un problema o trovare la chiave giusta per far decollare un progetto lavorativo.

Nonostante il metodo in questione abbia origini medievali, sembrerebbe che si sia iniziato a diffondere dal 1957, per merito di Alex Faickney Osborn, che scrisse il libro “Applied Imagination”, proprio a riguardo.

Le idee che vengono proposte durante la riunione alla quale partecipano più persone devono essere tutte spontanee, ovvero letteralmente “lanciate fuori” dalla propria mente, senza che siano filtrate con analisi preventive.

Oltre a questo, l’applicazione del metodo in questione non è per nulla complicata, ulteriore motivazione per cui la “tempesta di idee” è una metodologia così diffusa. Usata soprattutto dalle agenzie creative, di comunicazione e pubblicitarie, in realtà viene usufruita anche da molte aziende.

Da aggiungere alle sue caratteristiche il fatto che a comporla vi siano quattro regole principali, tutte molto semplici da applicare.

Affrontare il primo giorno di lavoro - Consigli su come si inizia

 La prima volta non si scorda mai. C’è stato il primo giorno di scuola, forse quello all’Università, e poi è arrivato inesorabilmente il primo giorno di lavoro con tutto il suo carico di ansie e aspettative. 

Piacerò ai colleghi? Andrò d’accordo con il capo? Inutile arrovellarsi il cervello con tali interrogativi, perché, per chi si accinge a iniziare una nuova occupazione, c’è solo una cosa da fare ossia visualizzare un ottimo primo giorno davanti a sé. 

Vero è che la pandemia ha contribuito a renderci più fragili anche nello svolgimento delle normali attività, figuriamoci quando si tratta di entrare in una nuova azienda, ancor di più se si tratta del primo impiego. Attraverso alcune dritte, però, è possibile risalire la china e non farsi travolgere dall’ansia di prestazione.


Consigli per chi inizia un nuovo lavoro


Vediamo, dunque, alcuni consigli per chi ha iniziato un nuovo lavoro che rappresenta, quasi sempre, una sfida impegnativa, sia che si tratti di necessità o di un impiego scelto. Passiamo in rassegna un breve vademecum sul primo giorno di lavoro:

  • A - tutto parte dalla sera prima. Sì a una cena che vi consenta di rimanere leggeri e di addormentarvi con facilità. Una buona dormita sarà foriera di un ottimo aspetto l’indomani.
  • B - c’è bisogno di sottolineare l’assoluta importanza della puntualità? Dovrete esserlo come un orologio svizzero, se non in anticipo. Anzi, 10 minuti prima del previsto vi consentiranno di studiare per bene la vostra nuova sede lavorativa. Non il caffè al bar nell’attesa eh, ma qualche minuto per respirare profondamente (se fate yoga, sapete di cosa stiamo parlando) e attendere il vostro ingresso trionfale.
  • C - Il primo giorno fa rima con burocrazia. Fate domande se è opportuno, accertatevi di avere con voi i vostri documenti d’identità: serviranno per formalizzare l’assunzione. Richiedete dei biglietti da visita se il lavoro li prevede.
  • D - cercate di capire dove sono la stampante, il bagno, l’uscita di emergenza.
  • E - non c’è modo migliore d’iniziare una conversazione con i colleghi, chiedendo informazioni sul quartiere. E’ cosa buona e giusta pranzare con loro il primo giorno di lavoro, no alla schiscetta. Sarà una buona occasione per comprendere le loro abitudini in pausa pranzo e, aspetto di cui tener conto a fine mese, se sono previsti dei buoni pasto.
  • F - opta per vestiti adeguati. Che si tratti di una banca o di salire su una gru, ogni mansione richiede un outfit adatto. Pertanto, se lavori in ufficio no alle sneaker.
  • G - espressioni vietate: “Nella precedete azienda lo facevamo in modo diverso”.
  • H - all’uscita, se non hai la macchina, studia tutti i percorsi casa-lavoro; ciò ti consentirà di conoscere le alternative e non fare mai tardi.



Ma cerchiamo ora di comprendere come consolidare un’immagine positiva durante i primi giorni di lavoro, utili per stabilire un rapporto ottimale con tutta la squadra. Innanzitutto all’ultimo arrivato si concede sempre tempo per adattarsi all’ambiente, basta che si inizi con il piede giusto. 

E allora:

  • Regola n°1 - dimostrarsi sempre entusiasti e collaborativi. I problemi personali rimangono fuori dall’ufficio.
  • Regola n°2 - promuovere sempre un certo spirito di squadra. Bisogna tenere in considerazione le opinioni degli altri e condividere tutte le idee e le iniziative.
  • Regola n°3 - cercate di ricordare i nomi dei colleghi. Nessuno pretende di ricordarli dopo 1 giorno di lavoro, ma è un problema se a fine settimana non si riesce a ricordarne nemmeno uno.
  • Regola n°4 - durante i primi tempi sarebbe utile informarsi sulla storia dell’azienda (in realtà è una mossa astuta già dal colloquio). Chiedete, quindi, di leggere report, relazioni, documenti aziendali.
  • Regola n°5 - non siate inermi. Finite un lavoro? Mostratevi interessati e chiedete che vi venga affidato altro.
  • Regola n°6 - prendete appunti e cercate di essere sempre sul “pezzo”. Mai presentarsi a una riunione senza taccuino!
  • Regola n°7 - chiedete aiuto. Via competizioni e sensi d’inferiorità fuori luogo, il vero segreto è proprio affidarsi agli altri e porre domande prima di lavorare a un nuovo progetto.
  • Regola n°8 - dosate il livello d’intimità con i colleghi. L’ufficio non è il posto migliore per lasciarsi andare a confidenze, perché qualora dovessero verificarsi dei conflitti, queste ultime potrebbero ritorcersi contro. E’ preferibile un atteggiamento aperto, bensì senza entrare nella sfera personale. Amicizia e lavoro non vanno a braccetto.
  • Regola n° 9 - ricordatevi cosa avete dichiarato durante il colloquio. Se avete messo in luce una vostra competenza, non potete dimostravi sprovveduti proprio in quella.
  • Regola n°10 - aggiornate i profili social ed eliminate eventuali foto non proprio in linea con l’immagine che l’azienda vuole trasmettere di se.


Ma soprattutto mantenete la calma e non abbiate fretta. Sono necessari almeno 6 mesi per risultare totalmente immersi nel contesto in cui si lavora. E ricordate che il lavoro è solo lavoro, una volta terminata la giornata, portare carte e incombenze varie a casa non farebbe altro che inficiare la qualità della vostra vita. 

Scritto da Veronica Otranto Godano .

I 15 Lavori più richiesti nel 2021 in Italia

Linkedin è il social del mondo professionale, una specie di Curriculum vitae online; raccoglie i dati di tutti i professionisti che lo utilizzano. Possiamo quindi dire che grazie all'immenso database di dati è senza dubbio uno dei siti meglio informati sull'andamento del mercato di Lavoro.

Come ogni anno anche per questo 2021 appena iniziato ha pubblicato la lista: "Jobs on the Rise 2021 Italia”. Un elenco di tutti i lavori più ricercati e di tendenza.

L’analisi offre una visione degli ambiti lavorativi con la maggiore crescita in Italia. Indica inoltre le competenze professionali necessarie e più ricercate oltre che la locazione (Città a Regioni) in cui si trovano questi Lavori Emergenti.

Da notare è il fatto che l’analisi è stata effettuata tra Aprile e Ottobre 2020, cioè in pieno periodo di pandemia. Un Periodo che ha stravolto il mercato lavorativo con molte persone che non hanno potuto aprire il proprio negozio e che quindi sono passati ad un lavoro alternativo spesso effettuato da remoto. Dimostrato anche dal fatto che tre dei principali lavori di quest’anno sono direttamente collegati all'ambito sanitario.

Ecco i 15 Lavori più richiesti del 2021:

  • 1. Istruzione

Il governo italiano ha cercato di coprire le assenze di insegnati più vulnerabili con del personale su base temporanea e con molti nuovi insegnati di sostegno. Un aumento di richiesta dovuto ovviamente alla situazione non ordinaria dell'anno passato.

Le Skill più richieste: insegnamento, tutoring, educazione della prima infanzia.


  • 2. Medici specializzati

In tutte le città principali e capoluoghi di provincia, questo anno per ovvie ragioni, c’è stata una carenza di personale sanitario. Alcuni ospedali hanno persino cercato di reclutare medici già pensionati.

Skill: ricerca clinica, infermieristica terapia intensiva, cardiologia, Basic Life Support (BLS)

  • 3. Digital Marketing

La situazione con tutti i commerci chiusi ha spinto molte imprese a spostare la propria attività online. C’è stata quindi una richiesta molto alta di esperti di Digital Marketing e pubblicità online. Inclusi in questa categoria anche nuove professioni come il Social Media manager ed agenzie che offrono strategie di Branding.

Skills richieste nel Curriculum: strategia di marketing, social media marketing, branding, gestione delle campagne pubblicitarie.

  • 4. Servizi Creativi

Soprattutto in ambito online c’è stato una grande richiesta dei Creativi online. Di questa categoria fanno parte i video maker, scrittori copywriter, illustratori grafici ed in generale i cosiddetti “Content creators”.

Skill per il CV: illustrazione, scrittura creativa, produzione post-video, animazione.

  • 5. Supporto clienti

Dovuto anche alle limitazioni di spostamenti, quest anno erano molto richieste i lavori dedicati al supporto clienti via telefono e online. Secondo Linkedin un lavoro ricercato soprattutto nel Sud italia con Napoli, Cagliari, Catania e Palermo tra le prime città in cui si cercano questi lavoratori.

Skill: servizio clienti, risoluzione di problemi, Customer Relationship Management.

  • 6. Settore Tecnologia

I nuovi lavori del futuro sono molto ricercati quest anno. Le principali Competenze richieste sono: supporto tecnico, server Windows, elaborazione cloud, sviluppo di software, sicurezza della rete e e Conoscenza di diversi linguaggi di programmazione.

  • 7. Assicurazioni

Secondo Linkedin.com c’è stato un aumento di offerte di lavoro in ambito assicurativo.

Skill consigliate per il Curriculum Vitae: gestione del rischio, assicurazione sulle proprietà e contro i danni, assicurazione commerciale,

  • 8. Settore farmaceutico e della Ricerca

Sempre per i motivi legati alla pandemia c’è stato un aumento relativo a questi settori.

Competenze maggiormente ricercate: biologia molecolare, ingegneria biomedica, competenze nell’ambito dei laboratori, reazione a catena della polimerasi (PCR), chimica analitica.

  • 9. Personale Sanitario

Vedi sopra sempre per il motivo della situazione di quest anno: si cerca ancora adesso molto personale sanitario.

Skill: servizio in ambulanza, assistenza sanitaria, assistenza anziani.

  • 10. E-Commerce

Con tutti i negozi chiusi, quest'anno c’è stato un boom per gli e-commerce e gli ordini online. Anche Amazon stessa sta cercando e offrendo molte posizioni lavorative.

Skill: gestione delle vendite, gestione della logistica, attività di magazzino.

  • 11. Freelance Digitali

Esistono moltissime professioni che si sono spostati online per offrire i propri servizi via Smart working. Si tratta per lo più di liberi professionisti Freelance che svolgono il proprio lavoro comunicando con i clienti via video chiamata, messaggi email o direttamente dai propri siti web.

Fanno parte di questa categoria tutti i creatori digitali: come Blogger, Scrittori, Influencer, gestione di contenuto online. Ma anche chi offre i propri servizi professionali via internet.

  • 12. Immobili

Anche il settore il settore immobiliare non ha conosciuto crisi quest anno.
Competenze: investimenti immobiliari, transazioni immobiliari, immobili residenziali.

  • 13. Finanza

Il settore della finanza rimane tra i lavori più lucrativi e ricercati anche nel 2021.

Le Skill più richieste in questa categoria: competenze bancarie, contabilità, Private Banking, investimenti, rischio del credito, contabilità generale.

  • 14. Sviluppo aziendale

Molto richiesti sono consulenti ed esperti per aziende. In grado di aiutare le aziende a prendere decisioni per la crescita e lo sviluppo aziendale.

Skill principali di questa categoria: business planning, gestione delle vendite, negoziazione, analisi di mercato, problem solving.

  • 15. Notizie e Giornalismo

Molte persone hanno trascorso i mesi passati a casa. Seguendo e consumando tutti gli avvenimenti attraverso i Media. Di conseguenza anche questo ambito occupazionale ha visto una continua crescita con un aumento di domanda di professionisti in grado di scrivere e presentare le News.

Competenze di Curriculum: Giornalismo, relazioni pubbliche, televisione.


Cos’è lo Smart working: Esempi e come si inizia a lavorare da remoto

L’espressione “Smart working” è sempre più utilizzata e gli italiani, nonché la gran parte dei lavoratori nel mondo, hanno dovuto sperimentare questa modalità di lavoro particolare, soprattutto a causa della crisi pandemica.

Questo caratteristico modo di lavorare viene anche chiamato “lavoro agile”, parole che sottolineano la sua praticità e i suoi vantaggi, ma non solo. L’aggettivo “smart” invece è dovuto al fatto che l’attività lavorativa si svolge completamente da remoto e tramite l’uso di dispositivi tecnologici. Questi ultimi possono essere PC, ma anche smartphone, Tablet e altri strumenti.

Smart working da Casa

Le caratteristiche appena indicate però non bastano per delineare bene il concetto del lavoro digitale da remoto, anche perché ce ne sono diverse altre. Di seguito una spiegazione a riguardo, con diversi consigli utili per iniziare a lavorare in questo modo, inviando il proprio curriculum vitae e ottenendo risposte vantaggiose.

Smart working: di che cosa si tratta esattamente e le sue caratteristiche

Si chiama “smart working” e ormai è molto conosciuto. Alcuni ne riconoscono i vantaggi, mentre altri ne sottolineano gli aspetti negativi, anche se sembrerebbe che i primi siano di gran lunga più numerosi.

Si parla del cosiddetto “telelavoro” che, come accennato, può essere svolto direttamente da remoto, quindi da lontano, senza che siano necessario recarsi presso la sede di lavoro.

Secondo la definizione precisa dell’espressione, si tratta di una modalità lavorativa che non vincola il lavoratore né dal punto di vista degli orari, né da quello degli spazi. Piuttosto, una caratteristica determinante di questo modo di lavorare è quella di suddividere la propria mansione in più parti, che possono consistere in progetti singoli o in parti di un progetto più grande o fasi, cicli. Al termine di questi step, il dipendente deve inviare o mostrare il risultato ottenuto al datore di lavoro, che lo valuta e lo approva oppure ne richiede delle modifiche.

Sebbene questa sia la modalità di lavoro agile maggiormente seguita, va detto che ci sono anche capi e dipendenti che svolgono lo smart working in modo differente. Per fare un esempio, c’è chi rimane collegato in videocall con l’ufficio o con il datore di lavoro, per diverse ore, in modo che quest’ultimo possa visionare il modo con cui il collaboratore lavora.

Non terminano qui però gli esempi che si possono fare riguardo questa particolare modalità lavorativa.

Gli altri esempi di lavoro agile

Non è un caso che si chiami anche “lavoro agile”: il telelavoro infatti è conosciuto per essere pratico, veloce, ma soprattutto digitale. Tutto si svolge tramite l’uso di mezzi tecnologici e anche se queste caratteristiche sono comuni a tutti i lavoratori che adottano lo smart working, quest’ultimo però si divide in diversi esempi.

Uno è già stato citato: si tratta del lavoratore dipendente che si connette da remoto, cioè direttamente da casa, per collegarsi all’ufficio o con il proprio capo. Quest’ultimo poi può anche stabilire semplicemente delle date di consegna per un certo progetto, che il collaboratore dovrà rispettare.

Proprio quest’ultima modalità però richiama un altro esempio molto diffuso: si tratta della categoria di lavoratori freelance.

Ci sono infatti persone che lavorano in questo modo e fanno parte di categorie diverse. Alcuni individui per esempio scrivono, comunicando con i committenti solo da remoto e inviando loro i lavori in questo modo, oppure altri lavorano in agenzie di comunicazioni digitali, altri vendono la propria consulenza sotto forma di videocall o c’è anche chi lavora nel campo dell’assistenza clienti, svolgendo le sue mansioni solo da casa. In realtà questi sono solo alcuni degli esempi che si possono fare, anche perché ce ne sono tantissimi altri. Si pensi a chi deve rispondere alle mail dei clienti di un’azienda e viene pagato per questa, oppure a chi fa il programmatore di siti internet come libero professionista, a chi lavora nella grafica o chi lavora con il montaggio video, svolgendo il proprio lavoro da remoto.

Considerando tutti questi esempi si può quindi sottolineare quanto sia ampia la definizione di smartworking. Va anche precisato però come l’espressione in questione indichi soprattutto il lavoro subordinato che si svolge da lontano anziché in presenza. Tale connotazione è stata rafforzata durante i vari lockdown che l’Italia ha attraversato, ma non esclude anche le altre definizioni ed esemplificazioni che sono state indicate.

Oltre a questo, può essere molto utile capire come iniziare a lavorare da remoto.

Come iniziare a lavorare da remoto

Per iniziare a lavorare in modalità smart working, si deve prima di tutto sottolineare che il discorso varia a seconda delle tipologie di lavoratori. Se si tratta infatti di dipendenti, la forma del lavoro agile è rara e si è diffusa giusto per il problema della pandemia, per evitare contagi e per cercare di mantenere una certa continuazione con il rapporto lavorativo.

I dipendenti però si trovano a dover seguire la modalità di lavoro stabilita dal proprio capo: in effetti quest’ultimo, per problemi di contagi o per altri motivi può cambiare il tipo di collaborazione e trasformarla da uno svolgimento in presenza a uno da remoto, se ovviamente tale cambiamento è possibile.

Nel caso dei freelance invece e di tutti coloro che non hanno un contratto di dipendenza, ma sono liberi professionisti o lavoratori autonomi, la modalità “smart working” è molto più conosciuta, e non solo perché diffusasi dalla pandemia, ma da sempre.

Per iniziare a trovare un lavoro del genere, prima di tutto si consiglia di scegliere la categoria nella quale si desidera entrare a far parte: è opportuno infatti chiedersi se si vuole lavorare nel campo della scrittura online, della consulenza digitale, dell’assistenza clienti, del marketing digitale o in qualsiasi altro settore.

Una volta scelto quest’ultimo, è opportuno inviare il proprio curriculum vitae alle aziende che lavorano in quel determinato campo oppure ad agenzie, società. I CV possono essere inoltrati sia cercando appositi contatti dai siti aziendali trovati, oppure cercando le parole chiave del lavoro ricercato, digitandole direttamente su Google.

In tal modo appariranno diversi link a siti famosi, che mostreranno una serie di offerte, tra le quali poter scegliere. Si consiglia di leggere bene il post oppure l’annuncio, prima di candidarsi. In più è consigliato inoltrare il Curriculum completo di tutte le proprie referenze ed esperienze, con eventuali altri documenti allegati, se nell’avviso sono richiesti.

In alcuni casi, soprattutto per chi desidera svolgere un lavoro in modalità smart working nel campo della comunicazione sui social o della scrittura digitale, si possono cercare alcuni annunci anche sui canali social, soprattutto all’interno di gruppi Facebook oppure su blog e forum attinenti.

Una volta mandato il Curriculum vitae, si consiglia di non sollecitare i datori di lavoro se non si è ricevuta alcuna risposta. A volte può capitare che quest’ultima non arrivi perché coloro che scrivono l’annuncio hanno ricevuto numerose richieste e non possono rispondere a tutti, o perché semplicemente è un modo per fare capire al candidato che non è stato selezionato.

Oggi sempre più persone cercano un impiego sotto forma di lavoro agile, anche perché in molti lo trovano più comodo, proprio perché non presenta vincoli di orari o di spazio, e molti lo ritengono anche più sicuro.

Come si è visto, la definizione di smart working è ampia, ma si può affermare senza dubbio che si tratti di una forma sempre più ricercata, diffusa e apprezzata.

Scritto da: Giada Fiordaliso