Competenze comunicative nel CV - cosa sono ed Esempi

Il curriculum rappresenta un buon biglietto da visita. Che si tratti di un formato cartaceo oppure audiovisivo, la questione essenziale è che rispetti gli standard europei con la speranza di riuscire ad arrivare all’agognato contratto a tempo indeterminato.

Quando si scrive un curriculum, però, si riscuotono sempre alcune difficoltà nella compilazione delle competenze. Vada per la formazione, per le lingue, per l’uso del PC, ma siamo in grado di saper interagire veramente? Chi siamo? La nostra personalità riesce ad emergere all’interno di un gruppo di lavoro? A questi interrogativi rispondono le competenze comunicative che esprimono il nostro modo di essere in relazione ai futuri colleghi.

Appartengono al gruppo delle competenze trasversali dei candidati ossia non possono annoverarsi nella sezione dei requisiti richiesti obbligatori, ma riescono comunque a fare la differenza. 

Definiscono la capacità di un individuo di comprendere quando esporsi, in che modalità e secondo quali toni, e quando, al contrario, è preferibile non esprimersi. Siamo di fronte a una competenza trasversale fondamentale e che non può essere appresa sui banchi di scuola. Possedere capacità comunicative adeguate vi permetterà di sapervi esprimere durante le riunioni oppure durante eventuali tafferugli con gli altri dipendenti. E’ ovvio poi che non si deve solo riportare sul curriculum uno specifico know-how, ma bisogna anche saperlo dimostrare. Ma come si fa? In primis, in sede di colloquio, bensì si può iniziare già dalla stesura del curriculum scrivendone uno dettagliato e sintetico. Se poi c’è bisogno di più spazio, occorre semplicemente allegare una lettera di presentazione.


Attenzione all’essere troppo generici, perché scrivere sotto la voce “competenze comunicative” “buone capacità comunicative” non indica un sapere vero e proprio. Se non avete proprio idea di cosa scrivere, ecco qualche spunto:

  • Capacità di riassumere
  • Empatia

  • Public speaking

  • Capacità di saper raccontare le cose

  • Ottime capacità di scrittura


Inoltre, per ogni input dato, non dimenticatevi di menzionare come l’avete acquisito e durante quale esperienza di lavoro. Ma attenzione, alla base non deve esserci per forza il nome di un’azienda, perché le doti comunicative possono essere sviluppate in vari contesti.


Vediamo alcune diciture che potrebbero essere inserite nel CV:
- inclinazione al contatto con la clientela, acquisita durante l’esperienza di promoter;

- propensione alla resilienza grazie alla mia esperienza di volontariato in contesti multiculturali difficili;

- attitudine all’ascolto sviluppata nel mio precedente impiego di operatore/operatrice inbound di call-center.


Cerchiamo ora di analizzare qualche competenza:

  1. Public Speaking: saper parlare in pubblico non è una capacità alla portata di tutti, giacché parlare presuppone un’esposizione totale attraverso il linguaggio del corpo, le parole utilizzate o il tono della voce. Tra tutte le competenze comunicative, questa è quella attraverso cui si dimostra il livello di gestione dello stress. Averla, dunque, significa riuscire a cavarsela durante una conferenza, una riunione di lavoro, una lezione. 
  2. Scrittura: una buona capacità di riassumere sarà sicuramente apprezzata da tutti. Saper scrivere vuol dire scegliere le parole più idonee in base all’interlocutore al quale ci si sta rivolgendo.
  3. Empatia: è tra le competenze più importanti. Saper dialogare, ascoltare, sono caratteristiche che hanno alla base proprio il dono dell’empatia.
  4. Linguaggio non verbale: c.d. body language. Fa la differenza nei colloqui di lavoro, in cui è necessario sapere inviare un messaggio di sicurezza all’azienda. Non farsi prendere dall’ansia!


Ma le competenze comunicative si possono migliorare o no? La risposta è sì. 

Serve abituarsi ad ascoltare e a mostrare interesse verso chi ci parla ponendo domande e chiedendo chiarimenti. Un altro consiglio potrebbe essere quello di esercitarsi nel public speaking. Un avvocato, per esempio, dovrebbe esercitarsi nei discorsi in pubblico; un infermiere nel body language affinché riesca a tranquillizzare i suoi pazienti; un commesso dovrà essere cordiale e possedere proprietà di linguaggio.

Anche le competenze comunicative in inglese sono sempre più richieste dall’azienda, perché oltre a intrattenere una conversazione, ci sono tanti settori caratterizzati da termini inglesi.  Pertanto, conoscere la lingua d’oltremanica è sicuramente un vantaggio in più.
Un professionista oggi non può risultare insufficiente di fronte a determinate abilità, poiché sono quelle che gli consentirebbero di stringere trattative in breve tempo e di instaurare rapporti umani più soddisfacenti. Solo percorrendo questa strada, si può arrivare a comunicare l’affidabilità della propria impresa.

Veronica Otranto Godano