Come chiedere lo stato della candidatura dopo un colloquio

Per capire come chiedere lo stato della candidatura dopo un colloquio occorre seguire alcune considerazioni. Prima di tutto sarebbe un’azione da evitare, soprattutto se è passato poco tempo da quando si è svolto il meeting. In effetti il datore di lavoro o comunque il recruiter potrebbe sentirsi soffocato e potrebbe giudicare questa sollecitazione come inopportuna.

È anche vero però che, soprattutto se il colloquio è andato bene e si è soddisfatti, e se si aspetta un esito positivo e nel caso in cui ormai siano passati diversi giorni, si potrebbe anche scrivere una mail o fare una telefonata per capire quando si avrà un feedback. L’ideale sarebbe evitare, ma va anche detto che ci sono aziende che promettono una risposta in un determinato periodo di tempo, oltrepassato il quale il candidato si aspetta una mail, una telefonata o comunque il risultato dell’esito della selezione.
Ci sono anche aziende che promettono di rispondere in caso di feedback negativo e anche in tale situazione, il candidato è spinto a chiedere, soprattutto nel momento in cui i giorni passano e non ottiene responsi. Di seguito una guida per chiedere nel modo giusto lo stato della candidatura dopo un colloquio.

Come chiedere lo stato della candidatura dopo un colloquio: ecco le prime considerazioni da fare

Per capire come chiedere lo stato della candidatura dopo un colloquio e soprattutto per farlo nel modo giusto, prima si devono valutare attentamente diversi fattori. Come accennato, sarebbe meglio attendere che l’esito arrivi da sé. Nel momento in cui però non si ricevono risposte e l’azienda aveva dato un tempo limite per riceverle oppure aveva promesso di rispondere anche qualora non si fosse passata la selezione, si può anche chiedere una sorta di sollecitazione.
In tal caso andrà valutato non solo il momento opportuno, ma si dovrà anche scegliere il modo giusto per farlo, ovvero se tramite mail o con una telefonata o anche messaggio su WhatsApp, se si ha un recapito di un responsabile. In più un’altra considerazione da fare riguarda il tono da usare, che oltre a dover essere estremamente educato, dovrà anche essere ricercato, in modo che il testo sia formulato nel modo giusto.
A volte infatti basta una sfumatura per esporsi nel modo sbagliato e apparire petulanti oppure per sembrare troppo presuntuosi. Per questo, occorre semplicemente chiedere informazioni e farlo con la modalità giusta. Va anche sottolineato che tanti candidati si sentono in difficoltà nel formulare la richiesta in questione e tanti non riescono a valutare con attenzione quale sia il momento più adatto.
Tuttavia l’attesa, soprattutto se è piuttosto lunga, potrebbe anche provocare una sensazione di frustrazione nel candidato. Per eliminare l’eventuale ansia o comunque tutte le sensazioni negative, meglio decidersi e cominciare a pensare a come chiedere lo stato della candidatura.
Prima di farlo però è anche giusto considerare un altro fattore oltre a quelli elencati: se il selezionatore ha fatto un accenno al numero di candidati, facendo capire che le selezioni erano lunghe perché in tanti hanno inoltrato la richiesta. Questo infatti è un dettaglio importante, perché infatti può essere che i datori di lavoro non si aspettassero così tante candidature e quindi forse occorre più tempo per una valutazione.
Se invece non si rientra in questo caso e ci sono dei dati che fanno pensare che i candidati al momento del colloquio fossero pochi ed è già passato parecchio tempo, allora si ha un motivo in più per scrivere.
Il tutto però dipende anche dalle dimensioni dell’azienda, dalla quantità di lavori, di progetti di cui si deve occupare e soprattutto della situazione. In un momento di pandemia come questo ad esempio, l’impresa potrebbe aver riscontrato delle urgenze o delle problematiche e di conseguenza potrebbe essere stato rallentato anche il processo di selezione per il nuovo personale.
Se però tutti questi fattori considerati non sussistono, allora si deve pensare anche a capire come formulare la richiesta e prima ancora, a capire quando inoltrarla.

Quando inoltrare la richiesta dello stato di candidatura e con quale modalità

Per richiedere lo stato della candidatura occorre aspettare che passi prima il tempo indicato dal recruiter. Se quest’ultimo ritarda e non si è ancora stati contattati, allora è opportuno chiedere aggiornamenti.
Qualora poi durante il colloquio non siano state date indicazioni riguardo la tempistica in cui si poteva ricevere l’esito, allora sarebbe meglio attendere almeno una settimana-quindici giorni.
Sebbene si sia ribadito il concetto di cercare di non apparire mai assillanti, va anche sottolineato un altro discorso. Se si fanno passare diversi giorni dal colloquio e ancora non si ottiene la risposta, allora è difficile che il datore di lavoro reputi il candidato come “petulante”.
Piuttosto, potrebbe persino scusarsi con quest’ultimo per il ritardo dell’esito e tra l’altro potrebbe considerarlo come una persona molto interessata alla posizione per la quale ha inviato il proprio curriculum vitae.
L’ideale sarebbe usare la mail per formulare la domanda, perché questo strumento permette di non disturbare in modo eccessivo l’interlocutore. Per quanto riguarda la chiamata invece, l’ideale sarebbe svolgerla in un momento in cui si pensa di non disturbare.
La fascia oraria pomeridiana infatti potrebbe andare bene, come anche la tarda mattinata. Evitare invece di chiamare nell’ora di pranzo o mattina presto o sera.
In più è bene anche evitare di fare troppe telefonate: una basterà e nel caso non si venisse richiamati, meglio lasciar perdere.
Può essere una buona idea anche un SMS tramite il quale si richiede quando poter telefonare per sapere lo stato della propria candidatura. In alternativa, se il selezionatore ha dato a disposizione il proprio contatto WhatsApp e già durante il colloquio ha espresso chiaramente di poterlo contattare anche con un messaggio sull’app di messaggistica, allora si può anche formulare una richiesta formale qui. Di seguito una guida per capire cosa si debba scrivere esattamente.

Come scrivere e formulare la richiesta

Per scrivere la richiesta nel modo giusto si devono seguire delle regole precise. Prima di tutto occorre usare un tono giusto, ma anche apparire entusiasti di quel ruolo e di conseguenza anche molto interessati.
In più, se si usano le parole giuste, ci saranno anche più probabilità che il recruiter risponda.
Prima di tutto è bene considerare due casi: quello che consiste nel formulare in modo scritto la domanda, o quello in cui si considera di telefonare.
Nel primo, se si usa una mail, allora occorre indicare nell’oggetto delle parole che possano attirare l’attenzione del responsabile, evitando che questo scarti a prescindere il testo e che neanche vi clicchi sopra.
Nello stesso tempo però, la frase o la parola chiave scelta dovrà essere attinente la candidatura. Per fare un esempio, può andare bene “Candidatura” oppure “Stato di candidatura”.
Per il testo dell’e-mail invece si dovrà essere brevi ma nello stesso tempo non si dovrà dimenticare di inserire dettagli importanti. Tra questi, il proprio nome e cognome da mettere già nelle prime righe, insieme ad un saluto idoneo e formale, ma poi anche con le indicazioni che rammentano al datore di lavoro quando si è svolto il colloquio e riguardo quale posizione. Si deve dire che si è stati selezionati per il meeting e che si è interessati, se possibile, a capire ulteriori informazioni riguardo l’esito. Nella mail può anche essere scritto il motivo per cui si è interessati a quella posizione e sottolineare che si ha a cuore quest’ultima.
L’importante è non essere eccessivi, ma nemmeno scrivere un testo lungo in cui compaiano le proprie capacità. Si è già avuto modo di mostrare queste infatti durante il meeting e di conseguenza non c’è assolutamente bisogno di convincere il recruiter a farsi selezionare. Non si deve infatti dimenticare che lo scopo della mail è solo quello di chiedere lo stato della candidatura dopo il colloquio, non convincere ad essere assunti. Non terminano qui però i dettagli e le modalità a cui fare attenzione per formulare la richiesta.


Gli altri dettagli da tenere in considerazione per scrivere la richiesta

Importantissimo anche il fatto di fare attenzione a specificare una domanda ben precisa. Questo vuol dire che sarà meglio chiedere quando si saprà l’esito oppure in quale modo proseguirà la selezione. In alternativa, può essere utile anche domandare se si fa ancora parte della lista dei candidati.
Oltre a questo, si dovrebbe anche ribadire la propria disponibilità a ricevere qualsiasi chiamata e riscontro in qualsiasi momento. Ovviamente a tutto ciò deve essere aggiunta la cortesia: non si deve dimenticare di salutare, sia all’inizio, sia alla fine della mail in modo gentile, sia ringraziare.
Un altro fattore molto importante è poi quello di rileggere il testo della mail, per evitare errori oppure dimenticanze. Importantissima anche la firma nella parte sottostante. Lo stesso discorso però e gli stessi consigli possono essere applicati anche nel caso si scegliesse di inoltrare un messaggio tramite WhatsApp.
Si ricorda che sarebbe meglio evitare questa app di messaggistica per richiedere lo status della propria candidatura, a meno che non sia stato lo stesso recruiter, durante il meeting, a dare la disponibilità di essere contattato qui.
Scegliendo il messaggio tramite app o tramite SMS, si dovrà comunque essere formali e usare i consigli sopra citati, ma l’ideale è essere ancora più brevi rispetto alla mail. Il tono però, proprio come in quest’ultima, dovrà essere formale e ricercato.
Non è molto diverso il discorso della telefonata: prima di tutto la gentilezza, presentarsi, scusarsi per il disturbo, specificare il motivo per cui si telefona, non dilungarsi e chiedere quando si saprà l’esito per quella determinata posizione. Oltre a tutti questi dettagli può essere anche utile capire quali errori non devono essere commessi.

Gli errori da evitare

Quando si richiede lo stato della propria candidatura si deve prima di tutto evitare di essere assillanti. Se questo è già stato accennato, tuttavia si deve fare un approfondimento in merito. L’ideale sarebbe infatti evitare di fare numerose domande al selezionatore, ma non solo. Si deve anche evitare di chiedere aggiornamenti poco tempo dopo aver svolto il colloquio, oppure si dovrebbe anche cercare di non fare richieste non appropriate, che non rientrano nella tematica della candidatura. Molto importante poi fermarsi ad una sola sollecitazione: basta una mail, una telefonata, una richiesta. Se queste invece sono diverse, ciò potrebbe persino compromettere l’esito della propria candidatura.
Non si deve infatti dimenticare che si fa ancora parte di un processo di selezione e se si apparire come persone assillanti e anche disperate, il datore di lavoro tenderà ad escludere e a puntare su altri candidati.
Come si è visto, è possibile richiedere lo stato della propria candidatura puntando però su un tono giusto, cogliendo il momento opportuno e anche formulando il tutto nel modo corretto.

Scritto da
Giada Fiordaliso.