Posso mentire sul Curriculum? È reato?

Posso mentire nel Curriculum? È reato? Sono queste le domande più comuni che ci si pone, nel momento in cui si vorrebbe aggiungere delle informazioni in più sul proprio curriculum, che però non corrispondono a dati veritieri. La prima cosa a cui pensare è che è totalmente sbagliato fare una cosa del genere, primo perché è scorretto, ma secondo anche perché si potrebbero passare dei guai. Si pensi ad esempio al fatto di dover dimostrare di possedere realmente quella determinata abilità, al datore di lavoro o al recruiter. In questo caso infatti non si saprebbe cosa fare, né cosa dire, anche perché se non si possiede quella skills, sarà ovviamente inutile improvvisare. Questo però non è tutto, anche perché i possibili guai potrebbero non terminare con questi appena indicati, dato che se chi mente sul curriculum, commette un reato. Di seguito un approfondimento utile a riguardo.


Posso mentire nel curriculum? Ecco una spiegazione approfondita a riguardo

Posso mentire sul curriculum? È reato? In realtà non ci sarebbe nemmeno bisogno di porsi tali quesiti, perché si dovrebbe pensare al fatto che si tratta di un modo di fare totalmente scorretto e anche controproducente.
In più la risposta è affermativa: sì, è reato mentire indicare false informazioni sul proprio curriculum.
Le conseguenze possono essere diverse, anche perché dato che il reato in questione fa parte di quelli riguardanti le truffe, allora prima di tutto il datore di lavoro può licenziare il dipendente, ma quest’ultimo può anche incorrere nel rischio di ricevere sanzioni disciplinari.
Non solo, anche perché in alcuni casi, si può persino rischiare di ottenere fino a 3 anni di reclusione e anche una multa che si aggira intorno alla cifra di 2000 euro.
Molte persone non sanno che falsificare il proprio curriculum sia un atto così grave e tendono a mentire sul voto di laurea o su quello di diploma, inventano titoli di studio mai presi, ma anche competenze linguistiche, informatica o magari anche soft skills che non si possiedono. Questo è totalmente illegale, oltre che sbagliato e anche controproducente.

Le altre conseguenze

Oltre al fatto di commettere reato nei confronti del datore di lavoro, in realtà c’è anche il fattore di disagio. Si pensi ad esempio a passare la prima fase di una selezione per una candidatura, e di arrivare poi al colloquio. Proprio durante quest’ultimo, magari il recruiter legge che il candidato conosce bene il francese, requisito richiesto dall’azienda per quel determinato ruolo di lavoro che si vorrebbe ricoprire, e inizia a fare domande a riguardo. Quando sarà richiesto anche di parlare in francese e il candidato non saprà rispondere, non solo sarà a disagio, ma avrà anche fatto una figuraccia e in ogni caso non sarà selezionato.
Oltre a questo poi rischia anche di essere accusato di reato. Falsificare le informazioni presenti all’interno del proprio curriculum quindi è sempre sbagliato. Da aggiungere a tutto ciò anche il fatto che è anche pericoloso, proprio perché illegale. Per questo motivo, meglio essere sinceri e inserire nel CV solo ed esclusivamente informazioni veritiere.

Scritto da Giada Fiordaliso.

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