Cambiare lavoro a 40 anni

Cambiare lavoro a 40 anni può capitare e si tratta di una situazione piuttosto comune, dettata sia dalla volontà di cambiare ambiente di lavoro, ma anche dalla voglia di reinventarsi. Oltre a questi motivi ovviamente ce ne possono essere tantissimi altri, come una crisi nell’azienda in cui si lavora, tanto che quest’ultima potrebbe essere costretta a licenziare il personale.

Indipendentemente dal motivo per cui si sceglie di inseguire una strada lavorativa diversa, per riuscirci si devono seguire dei consigli ben precisi. In più, a seconda dell’indirizzo che si decide di prendere, si dovranno anche controllare i propri requisiti nel Curriculum e far sì che quest’ultimo sia assolutamente completo, per farsi assumere. A 40 anni infatti è ovvio che non si può fare alcun contratto di apprendistato, ed è per questo che il proprio curriculum vitae deve essere preparato al meglio, per puntare a un contratto vero e proprio, magari anche a tempo indeterminato. Di seguito una guida completa sui consigli da seguire e anche sugli elementi da indicare nel cv e tutte le indicazioni riguardo la scelta di cambiare lavoro intorno ai 40 anni.

Cambiare lavoro a 40 anni: ecco i consigli più utili

Cambiare lavoro a 40 anni non sempre è semplice, ma non si deve dimenticare che se si sceglie con ragionevolezza il tipo di attività lavorativa a cui candidarsi, si può trovare una professione che riesca a soddisfare meglio le proprie aspettative. L’ideale sarebbe seguire questi consigli, se si desidera cambiare il proprio mestiere:

  • Attenzione al tipo di mestiere da scegliere
  • Valutare bene la motivazione prima di scegliere
  • Analizzare al meglio le proprie capacità
  • Attenzione a dove si inoltra la candidatura
  • Preparare il proprio curriculum in modo adeguato

Per quanto riguarda il primo punto, si consiglia di scegliere un tipo di mestiere che si pensa di essere in grado di fare o che magari sia anche collegato al tipo di attività che si è svolta finora. Cambiare totalmente mestiere infatti significherebbe imparare da capo e gettare via tanti anni di esperienza accumulati in un altro ambito.
Per fare un esempio concreto, se una persona improvvisamente vuole diventare un elettricista ma prima ricopriva il ruolo di segretario, ovviamente è bene pensare in modo più ragionevole prima di cimentarsi in un’attività così diversa dalla prima.
Questo ovviamente non significa che non si possa imparare, ma vuol dire che se non si è mai cambiata nemmeno una lampadina, si rischia di perdere tempo a imparare qualcosa per cui forse non si è nemmeno portati. A 40 anni infatti va benissimo sperimentare, ma in modo ragionevole, senza cercare di intraprendere strade con un’uscita non sicura e non certa.
Se invece si conosce già molto del mestiere di elettricista, perché magari il soggetto ha sempre avuto una passione per questo campo, allora è già molto più probabile che egli riesca nel suo intento e che diventi un professionista del settore.
Per quanto riguarda invece il secondo punto, si deve sottolineare che è fondamentale valutare bene la motivazione che spinge a cambiare lavoro. Se infatti si vuole una posizione migliore, perché magari si pretende, dopo tanti anni di esperienza, un guadagno più elevato, allora cambiare mestiere diventa più che altro ottenere una sorta di “upgradedella propria carriera. Per fare un esempio, da impiegato si può anche diventare manager, magari facendo corsi e aggiornamenti e si può provare a candidarsi come tale.
Se invece la motivazione è dettata solo dalla rabbia, perché magari non si è più soddisfatti del proprio mestiere e questo non è più gratificante, meglio prima far andare via l’ira e poi analizzare con calma la situazione.
È bene chiedersi infatti se si ha realmente voglia di cambiare lavoro a 40 anni e di rimettersi in gioco in tutt’altro settore. Se la risposta è un sì al 100%, allora non si hanno dubbi e si può iniziare a pianificare la nuova attività. Se invece si è ancora in confusione, meglio valutare tutto per bene.
Prima di cambiare mestiere inoltre è bene analizzare al meglio le proprie capacità e chiedersi cosa si è capaci di fare oppure che cosa si desidera fare. Ci sono numerose persone che ad esempio lasciano il proprio lavoro perché vogliono inseguire il loro sogno, che magari può consistere in una passione che vorrebbero trasformare proprio in un mestiere. Può trattarsi di un’attività artistica o di un talento come scrivere, recitare, insomma i casi potrebbero essere tantissimi.
Oltre a questo è bene poi scegliere con cura anche dove inoltrare la propria candidatura, in quanto si devono avere le idee chiare su cosa si cerca. Se ad esempio si cerca un contratto a tempo determinato, ci sono diverse aziende che offrono collaborazioni di questo tipo, mentre in poche ormai offrono anche un contratto di tipo indeterminato.
Attenzione anche alla possibilità di cambiare lavoro e di diventare un autonomo oppure un libero professionista: in questo caso si possono inoltrare candidature proponendosi proprio a diverse aziende e sponsorizzando la propria attività.
Si consiglia inoltre di lasciare il primo lavoro solo quando si è realmente certi delle proprie scelte e non si hanno i minimi dubbi a riguardo.
Per quanto riguarda il punto relativo alla preparazione del proprio curriculum, questo necessita di un approfondimento a sé.

I requisiti da indicare nel proprio curriculum

I requisiti che non dovranno mancare nel curriculum, se si vuole cambiare lavoro a 40 anni, sono diversi. Prima di tutto, dovranno essere indicate nel CV tutte quelle skills che richiede di possedere il tipo di mestiere che si andrà a svolgere.
Per fare un esempio, se si vuole diventare da autista di autobus a grafico professionista, è ovvio che non andrà bene che nel curriculum ci sia solo scritto che si sa guidare un bus. Piuttosto, prima sarebbe opportuno svolgere anche un corso come grafico professionista e poi indicarlo nel cv, in modo da avere realmente delle competenze a riguardo.
Di conseguenza la prima cosa da fare è chiedersi quali requisiti servono per svolgere quel determinato lavoro e provvedere a formarsi, qualora non si avessero le skills giuste.
Oltre a questo però non devono mai mancare anche le soft skills. Per quanto riguarda queste infatti, sarebbe bene controllare che siano sempre presenti nel proprio curriculum vitae, in quanto sono sempre apprezzate, in qualsiasi ambito lavorativo. Tra le principali vi sono:

  • adattabilità
  • flessibilità
  • problem solving
  • saper far fronte allo stress
  • saper lavorare in squadra 
  • saper lavorare autonomamente
  • rispettare gli obiettivi e raggiungerli
  • essere pro-positivi

Va anche affermato che non si possono menzionare delle competenze se non si possiedono, e questo vale sia per le hard skills, sia per le soft skills. Tra le prime, non si deve dimenticare di indicare anche le conoscenze linguistiche e informatiche. Queste due tipologie di compentenze infatti, sebbene siano utili soprattutto in determinati settori, tuttavia possono servire anche in altri campi e in moltissime discipline, anche quelle che sembrano non essere collegate con esse.
Per fare un esempio, nel caso di prima dell’autista che vuole diventare un grafico, può essere necessario conoscere l’inglese per imparare a usare determinati programmi di grafica e ovviamente se non si hanno competenze informatiche, sarà molto difficile diventare un grafico. Non terminano qui però i consigli da poter seguire, se si vuole cambiare lavoro a 40 anni.

Gli altri elementi da considerare

Ci sono poi anche degli elementi pratici da considerare, come ad esempio:

  • La differenza di salario
  • Il luogo di lavoro e le tempistiche
  • Quanto tempo richiederebbe la formazione per quel nuovo mestiere

Il primo punto è molto importante, perché è bene cambiare se la situazione è a proprio vantaggio, mentre se si rischia di addentrarsi in una strada incerta, sarebbe meglio valutare con attenzione prima, se è il caso di provare un nuovo mestiere.
Conta molto anche il luogo di lavoro e le tempistiche, ovvero il fatto di considerare se per il nuovo mestiere sarà necessario spostarsi in continuazione, viaggiando spesso, o se si avrà una sede fissa. Se si rientra in questo caso, è opportuno anche chiedersi se questa è molto lontana dalla propria abitazione.
Discorso simile per i turni: se si andrà a svolgere un mestiere diverso ma sempre suddiviso in full time o part time, magari si sarà già abituati a gestire una turnazione del genere. Se invece gli orari e le tempistiche saranno completamente diverse, è bene chiedersi se si è disposti a fare un cambiamento del genere.
Per fare un esempio, si può citare il caso di un libero professionista che lavora come freelance, gestendo il lavoro in piena libertà, senza turni né orari, e decide di cambiare mestiere e diventare dipendente di un’azienda. In questo caso dovrà sottostare a turni precisi e anziché lavorare da casa dovrà recarsi in sede aziendale. Prima di cambiare, meglio considerare anche questi punti.
Importantissimo poi il fattore della formazione: occorre infatti chiedersi anche se il nuovo mestiere richiede una preparazione lunga, come ad esempio anni. In questo caso, sarà opportuno valutare se conviene oppure no, anche perché nel frattempo sarà comunque necessario trovare un altro lavoro per mantenersi. Se invece saranno necessari solo corsi o aggiornamenti, allora la situazione è già più vantaggiosa.
Oltre a questo può essere utile indicare anche quali possono essere le motivazioni che possono spingere una persona a cambiare lavoro a 40 anni.

Ecco alcuni motivi per cambiare lavoro a 40 anni

Non sono poche le persone che cambiano lavoro a 40 anni e molti lo fanno perché ormai hanno una carriera alle spalle e vorrebbero finalmente inseguire un sogno nel cassetto che non hanno mai avuto tempo o modo di realizzare.
In tanti invece dopo diversi anni di esperienza, vogliono sperimentare qualcosa di nuovo oppure sono semplicemente annoiati dalla routine. Non mancano però motivazioni “esterne”, dettate da problematiche legate a crisi finanziarie.
Queste infatti possono capitare nel corso degli anni a diverse aziende, che magari si ritrovano costrette a licenziare il personale, costringendo tante persone a dover cambiare mestiere. Reinventarsi è possibile e a volte è più semplice di quanto si pensa.

Reinventarsi

Sono tantissimi i casi di persone che a 40 anni sono riuscite a cambiare mestiere durante la loro vita e hanno avuto successo grazie al loro cambiamento. Si vedano ad esempio persone che hanno lasciato un mestiere di ufficio per aprire una loro attività come pizzeria, negozio di articoli di regalo, ma anche per aprire laboratori per fare i dolci, per dedicarsi alla vendita di prodotti online, per diventare benzinai, camerieri e così via.
Questo significa che è possibile cambiare e adeguarsi alle diverse situazioni, ma non solo. Vuol dire anche che è sempre possibile mettersi in gioco, che si devono sfruttare al massimo le proprie capacità e provare e riprovare, fino a che non si trova quello che si cercava.
Il consiglio principale per riuscire veramente a reinventarsi è non lasciarsi bloccare dall’idea dell’età o dall’idea delle difficoltà. L’ideale sarebbe cercare senza farsi scoraggiare, senza avere paura. Certamente, può richiedere del tempo il cambiamento in questione, ma se si cerca in modo regolare e con reale voglia, si può davvero trovare l’occasione che si cerca. Cambiare lavoro a 40 anni è quindi possibile, così come lo è anche cambiarlo a 50 e persino a 60. Certamente più si va avanti con l’età e più può essere faticoso, ma è anche vero che dalla propria parte si avranno anni e anni di esperienza e anche se in ambiti diversi, sarà comunque esperienza accumulata che avrà insegnato anche a far fronte alle difficoltà o a rapportarsi con le persone.
L’importante è non dimenticare di essere ragionevoli: se infatti il nuovo mestiere che si vuole svolgere dovesse richiedere addirittura di ricominciare da capo gli studi universitari, magari svolgendo tutt’altro tipo di laurea, questo farebbe perdere tempo, soprattutto se si ha possibilità di fare carriera rimanendo a svolgere il proprio lavoro attuale.
Nonostante questo, non si deve dimenticare che non vi sono limiti a quello che si desidera fare e ognuno è libero di scegliere quello che ritiene sia necessario per la propria condizione, l’importante è che si effettuino scelte sagge e si rifletta con molta attenzione a riguardo, prima di prendere la decisione.

Scritto da
Giada Fiordaliso.